Benvenuto nel sito dei Fermodellisti Alto Vicentino!
Il Plastico e il Museo del Treno in Miniatura sono visitabili:
il venerdì sera dalle 21:00 alle 23:00 (esclusi i mesi di agosto e novembre)
la sera del 29 giugno 2026 dalle 21.00 alle 23.00.
i pomeriggi dalle 15:00 alle 18:30 dei seguenti giorni:
giovedì 26 dicembre 2025 (Santo Stefano)
domenica 4 gennaio 2026
lunedì 6 gennaio 2026 (Epifania)
domenica 1 febbraio 2026
domenica 1 marzo 2026
lunedì 6 aprile 2026 (Pasquetta)
domenica 3 maggio 2026
domenica 7 giugno 2026
domenica 5 luglio 2026
domenica 6 settembre 2026
domenica 4 ottobre 2026
domenica 6 dicembre 2026
sabato 26 dicembre 2026 (Santo Stefano)
CHIUSO NEI MESI DI AGOSTO E NOVEMBRE.
Altre aperture con orario dalle 15:00 alle 18.30:
Festa dell’Anziano 2026 (Data da destinarsi)
APERTURE PER GRUPPI:
È possibile organizzare aperture straordinarie, in giorni festivi, per gruppi di almeno 10 persone che ne fanno espressa richiesta, in data da concordare in base alle disponibilità dei soci e dei richiedenti.
Per info scrivere a:
[email protected]
Chi siamo
Il gruppo “Fermodellisti Alto Vicentino” nasce per libera iniziativa di sette persone le quali intendono così promuovere la passione per la ferrovia in tutte le sue forme e manifestazioni. Costituzione: lo statuto viene sottoscritto dai sette soci fondatori a Schio il 1° Settembre 1988 sotto gli auspici del Comune il quale, attraverso l’assessorato al tempo libero si impegna a contribuire alla realizzazione di un grande plastico presso la casa di riposo situata in via Baratto a Schio. Gli organi che regolano l’attività del gruppo sono: il Presidente, il Consiglio direttivo , l’Assemblea dei soci. La “relazione annua”, documento necessario per rimanere iscritti all’Album delle Associazioni” raccoglie fatti e attività della vita del Club. Attualmente i soci effettivi sono circa cinquanta, mentre le tessere emesse superano il centinaio. L’ambiente: il locale messo a disposizione per la realizzazione del plastico ha una superficie di circa 150 mq ; è composto da una ampia sala e una stanzetta riservata, non aperta al pubblico,nella quale attraverso un grande fascio di binari in comunicazione con il tracciato principale del plastico i soci formano, modificano e recuperano i loro convogli. Si svolgono qui anche le riunioni. Realizzazione del plastico sociale: La costruzione dell’opera inizia il 1° Novembre 1989, non appena l’Assemblea approva il terzo progetto elaborato. Dopo nove mesi il circuito principale del binario viene chiuso e, tra l’entusiasmo di chi ha lavorato, i treni iniziano a circolare.
Da questo momento, a intervalli di quattro mesi , il plastico viene aperto al pubblico in occasione del Natale, della Pasqua e il 29 Giugno, festa del Santo Patrono. Il lavoro ha proseguito ininterrottamente per dieci anni organizzato attraverso i gruppi specializzati che si riuniscono dalle 21 alle 24 due volte alla settimana. Tutte le fasi della costruzione vennero regolarmente documentate e raccolte in un album che costituisce una testimonianza della vita del gruppo, mentre le documentazioni collaterali al progetto planimetrico costituiscono una seconda raccolta.
La Storia
Il plastico nasce nel 1989 da un’ idea di alcuni soci e con il sostegno del Comune di Schio che affida alla gestione dei soci un locale dismesso presso la casa di riposo per anziani ” LA CASA”. Lo stesso Comune mette anche a disposizione dei soci un finanziamento iniziale per l’acquisto dei materiali.
I PRINCIPI ISPIRATORI DEL PLASTICO FAV….
REALISMO : non abbiamo voluto riempire il plastico di binari, preferendo invece lasciare ampio spazio al paesaggio, non semplice cornice della linea ferroviaria, bensì componente fondamentale dell’insieme.
Per lo stesso motivo abbiamo nascosto in galleria tutte le curve di ritorno (quelle a 180°) anche se ciò ha diminuito di molto la tratta visibile allo spettatore: abbiamo preferito comporre una successione di situazioni nelle quali i binari hanno sempre una curvatura molto ampia . Insomma abbiamo fatto una scelta di qualità ( poco binario ma “buono”) piuttosto che di quantità (tanto binario ma “trenino”)
Tutte le curve in vista sono posate con sopraelevazione del binario esterno.
ROMANTICISMO : non mancano ovviamente tratte a binario unico, fiancheggiate dalla linea telegrafica, che ci accompagnano, inguaribili sognatori, verso mete solitarie e sperdute…
Alcune zone del paesaggio, poi, sono quasi celate, timide allo sguardo dei visitatori. Solo con una visione più attenta si potranno cogliere le prese d’ acqua della roggia, il magazzino dietro al costone e…altro ancora. La piccola ferrovia a scartamento H0e è un omaggio ad un mondo che oggi vive quasi solo nei ricordi.
Non esistono punti di osservazione dai quali risulti possibile cogliere tutto lo sviluppo del tracciato, lasciando sempre una parte di esso alla immaginazione dello spettatore (ma… dov’è finito il mio treno ?)
…E I SUOI NUMERI
Gli ambienti che accolgono il plastico (sala principale + sala del movimento) si estendono globalmente su 150mq, 100 dei quali sono occupati dalla superficie del plastico.
Il circuito principale, in scartamento H0, è un falso doppio binario che si sviluppa per 400 metri : nelle giornate di traffico intenso passano anche 20 minuti prima di vedere ripassare il proprio convoglio sullo stesso punto ! Il circuito principale è tutto sotto linea aerea (non funzionante).
Il circuito è controllato da un sistema di blocco automatico basato su 42 tratte comandate da altrettante schede elettroniche di nostra concezione e costruzione.
La pendenza massima del binario è pari al 1,5 % con la quale la linea si eleva fino ad un livello massimo di 120 cm sopra al livello più basso.
Oltre al circuito principale c’è poi una linea da punto a punto, senza catenaria, che, come al vero, collega le stazioni di Vicenza a quella di Schio con uno sviluppo di metri 50. Questa linea, a binario singolo, è completamente manuale ad agente unico.
Quattro stazioni (Vicenza, Cittadella, Chiusaforte, Schio) si trovano lungo i tracciati oltre ad una stazione nascosta , nella sala del movimento, costituita da un fascio di 11 binari sul quale si compongono i convogli fuori dalla visuale degli spettatori. In tutte queste stazioni sono posati in totale più di 110 tra scambi e incroci. Tutte le stazioni sono collegate da linea telefonica per eventuale coordinamento degli operatori.
Il raggio minimo di curvatura, nella stazione nascosta, è di 900 mm
Dieci alimentatori forniscono la corrente per la trazione mentre quella per i servizi fa capo a undici alimentatori. Tutte le utenze sono collegate da 4 Km di cavi che corrono sotto la superficie del plastico.
Arricchiscono il paesaggio alcuni elementi mobili come una funicolare, una funivia per trasporto passeggeri, PL automatico, una segheria ed infine una giostra che anima una sagra paesana vicino alla stazione montana di Chiusaforte. Due piattaforme girevoli sono dislocate a Vicenza e Schio per la giratura delle motrici a vapore.
La quasi totalità degli elementi paesaggistici statici è stata costruita dai soci del club partendo da materiali grezzi, senza ricorrere a scatole di montaggio commerciali
Annesso al plastico ferroviario c’è il Museo del treno in Miniatura, esposizione permanente di oltre mille modelli che ripercorrono la storia del modellismo ferroviario dal 1950 al 2000, con pezzi commerciali e artigianali che raccontano sia lo sviluppo della tecnica ferroviaria reale che quella modellistica, passando dalla trazione a vapore, a quella diesel per arrivare a quella elettrica attraverso i vari esperimenti condotti nella storia.
Contatti
Per info scrivere a:
[email protected]

